Arriva il Tfr in busta paga: chi può ottenerlo e gli svantaggi

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E’ ora possibile richiedere il Tfr in busta paga, come integrazione dello stipendio mensile

La manovra finanziaria 2015 (L.23/12/14, n. 190) all’art. 1 c. 26-34, prevede che il lavoratore subordinato del settore privato possa richiedere al proprio principale la liquidazione della quota maturanda del Tfr (Trattamento di fine rapporto), sotto forma di integrazione della busta paga mensile, ottenendo, di fatto il Tfr in busta paga, e quindi uno stipendio più elevato. Vediamo di seguito quali sono le modalità per ottenere questa anticipazione.

In via preliminare diremo che il Tfr, denominato anche buona uscita o liquidazione, è la somma di denaro che viene corrisposta al dipendente nel momento in cui termina il rapporto di lavoro continuativo con una determinata ditta. La novità introdotta dalla manovra finanziaria 2015 è che il lavoratore subordinato, nel caso in cui necessiti di maggiore liquidità mensile, può richiedere anticipatamente la quota maturanda del Tfr. Lo ha stabilito la legge di Stabilità approvata nel mese di aprile dal governo Renzi.

Chi può richiedere l’anticipazione del Tfr?

tfr in busta pagaDal 1°marzo 2015 al 30 giugno 2018 i dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici e quelli impiegati nel settore agricolo), che risultino assunti da almeno 6 mesi, avranno la possibilità di richiedere la quota di Tfr in busta paga. Inoltre possono fare domanda per ottenere un’anticipazione del Tfr tutti coloro che hanno deciso di destinare il trattamento di fine rapporto ai fondi di previdenza complementari. Sarà sufficiente inoltrare un’apposita istanza di accesso dopo averla compilata e sottoscritta.

Nel caso in cui la richiesta venga accolta, il datore di lavoro erogherà, sin dal mese successivo, la quota del Tfr al richiedente, incrementando in tal modo la sua retribuzione mensile, piuttosto che versarla al fondo pensionistico. Questa scelta è irrevocabile fino al giugno 2018.

Svantaggi della corresponsione della quota Tfr in busta paga

Il prezzo da pagare per coloro che hanno ottenuto la quota Tfr in busta paga, che consente di fruire di una maggiore liquidità mensile, è una tassazione più elevata sulla parte integrativa di retribuzione (Pir): all’aumento del reddito, in altri termini, aumenta anche lo svantaggio fiscale. Coloro che fruiscono della quota integrativa, inoltre, risulteranno penalizzati qualora dovessero fare domanda di assegni per il nucleo familiare (ANF) o per i bonus gas ed energia.

Un commento

  1. buona sera, lavoro come bandtae-colf per una familia di anziani, con un part-time di 25 ore/setimana, mi hanno messo in regola da un mese e mezzo, quindi ho una busta paga di mezza mese e una di un mese. ci sono diferenze tra le buste paga, di 162 , per mezza mese ho 442 e per il mese intero 722 , quando il dopio doveria essere 884 …ho chesto che mi spieganno come va e mi hanno detto che cosi hanno calcolato della caf e che ci sono 2 giorni di piu(15 e 31 oct, contra di 30 gg nel nov) allora voglio andare da caf perche mi spiega qualcuno cosa succede e quanto stipendio ho per il mese, perche imaginandome che ho 884 (ragionando della busta del mezza mese), sono andata per cercare un alogio per vivere da sola…meno male che non ho trovato…va be’ il problema e: mi possonno licenziarmi solo per andare da caf e fare spiegare la busta paga? ho un contratto indefinito. grazie mille!

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