Tassi agevolati per prestiti INPDAP

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Tassi agevolati per prestiti INPDAP, da chi possono essere richiesti?

I lavoratori dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione possono usufruire dei finanziamenti con tassi agevolati per prestiti INPDAP – INPS. Tutti coloro che risultano iscritti alla gestione dei contributi, potranno fare richiesta all’istituto nazione di previdenza sociali per avere tassi agevolati per prestiti INPDAP.
Non esistono grandi differenze rispetto ai prestiti personali e possono essere concessi dal fondo di credito dell’istituto o tramite banche o società finanziare convenzionate.

Modalità di erogazione dei tassi agevolati per prestiti INPDAP

tassi agevolati per prestiti inpdapIl prestito può essere stanziato con le cessione del quinto, in questo modo la rata mensile non può superare 1/5 dello stipendio o della pensione a cui vanno aggiunti i tassi agevolati: il totale è dato dalla quota cedibile mensilmente. Una volta avvenuta la richiesta del finanziamento, il rimborso della somma di denaro dovrà iniziare dopo un mese. I soldi verranno decurtati direttamente dallo stipendio o dalla pensione in maniera automatica mensilmente.
Con i  tassi agevolati per prestiti INPDAP il tasso d’interesse è del 3,50% se il rimborso è previsto nell’arco di due anni, se invece il periodo si dilata il tasso d’interesse è pari al 4,25%. Quando invece il finanziamento riguarda il mutuo INPDAP, il tasso varia in base al piano di ammortamento e alla stessa forma del tasso: il tasso fisso è attorno al 4,15% mentre quello variabile è del 3,75%.

Quali sono i due tipi di prestiti agevolati

I tassi agevolati per prestiti INPDAP – INPS possono essere di due tipi: piccolo prestito INPS e INPDAP e prestiti pluriennali diretti e garantiti.
Nel primo caso si può avere una durata variare di 12, 24, 36, 48 rate ed ogni quota è composta da una parte di interessi e da una parte di capitale. La somma della rata viene direttamente scalata dallo stipendio o dalla pensione. I soggetti richiedenti non devono presentare particolari caratteristiche: non viene richiesto nessun requisito minimo di anzianità di iscrizione alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali da parte del dipendente o pensionato; non è rilevante all’accettazione della domanda i certificati medici e la documentazione di spesa.
I prestiti pluriennali diretti e garantiti invece sono erogati dall’istituto di previdenza sociale, solo se viene presentata la documentazione che ne dimostra la stretta necessità. Pure in questo caso la restituzione della somma di denaro avviene tramite addebito sulla pensione o sullo stipendio e la rata non può superare il quinto dello stipendio o della pensione.
Ne possono usufruire tutti i lavoratori dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato con quattro anni di anzianità e i soggetti con pensione diretta con almeno quattro anni di versamento contributo all’INPS. Mentre i dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato non inferiore a 3 anni, possono anche loro richiedere il prestito pluriennale, ma devono estinguere il finanziamento entro la fine del contratto lavorativo, fornendo come garanzia la cessione del TFR.
Quando un prestito pluriennale diretto ha una durata massima che varia tra le 60 e le 120 rate, la somma elargita non può superare il quinto dello stipendio o della pensione. C’è poi anche il prestito pluriennale garantito che è riservato a chi è iscritto alla gestione unitaria per le prestazioni creditizie e sociali. È concesso da istituti finanziari convenzionati con l’istituto. Sono chiamati così perché l’istituto assicura alla società che finanzia contro il “rischio morte” e il “rischio impiego” del richiedente.

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